Archivi categoria: LEI M’INSEGNA

Cultura

Billy Collins, quando la poesia è canto leggero di vita e ironia

Se fosse possibile usare una parola sola per descrivere la poesia di Billy Collins, il poeta più popolare d’America secondo il New York Times, la più adatta sarebbe ‘immediatezza’. Il suo verso è un’esperienza diretta e chiara per il lettore, in grado di abbattere tutte le barriere che gli impediscono di vedere più in là, di andare oltre. Portandolo dove non si aspetta di andare. Continua a leggere

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Viaggio a Vinitaly. Lezioni di gusto dalla Sicilia alle Alpi

“L’albicocca… riuscite a sentirla? Ciò che prometteva il naso si è avverato nella bocca? Signora, lo dica, dica quello che sente: frutta rossa, sì, ma non troppo matura, un po’ di ciliegia… prugna”. Sembra un gioco. Divertente ma serio. Siamo nella Calabria di Vinitaly, la voce arriva da uno dei 4.321 stand espositivi della più importante fiera internazionale del vino. Continua a leggere

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Se ne va un pezzo della “Squadra del secolo”

di Massimiliano Cocchi
Bovolenta te lo ricordi per quel nome, Vigor, in onore di un trapezista russo. Un nome che sembra tutt’uno con il cognome: VigorBovolenta. Te lo ricordi perché la sua generazione ha fatto innamorare l’Italia, della pallavolo e non solo. Chiamatela generazione di fenomeni, chiamatela Squadra del secolo. Continua a leggere

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Dublino-Belfast solo andata. Fino al cuore nero della città

Cinque minuti, e il nostro taxi arriva: è un veicolo fascinoso, dall’aspetto vittoriano. E’ un taxi all’inglese. Saliamo, incuriositi dallo speciale mezzo e pronti ad ascoltare tutto ciò che ci diranno: che storia sarà? Il nostro autista sembra un tipo alla mano: con le gote rosse e la pelle bianchissima, rispecchia fedelmente l’immagine che tutti hanno della gente di questa terra. Continua a leggere

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Dublino-Belfast solo andata. L’inizio

Tutto può iniziare con e da una porta. Uno spartiacque tra mondi, un luogo di soglia, un confine che può dividere e unire al contempo. Perché le porte, a differenza dei muri, si possono spalancare. La porta di Belfast è accessibile, infatti: con le sue grandi insegne luminose e la sua invitante scritta “Exit to city centre” è lei a consentire a chi arriva l’accesso alla città. Questo è il racconto di un viaggio in un mondo in chiaroscuro, dove le luci del futuro faticano a brillare e le ombre del passato non sono solo un ricordo. Continua a leggere

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Per chi ha voglia di ascoltare. La vera anima dell’Irlanda

Può diventare una malattia. Ho visto persone incapaci di staccarsi dal proprio strumento per più di cinque secondi. Al bar, sul ciglio della strada, nel bosco, sul letto: occhi spiritati e archetto pronto a colpire. Questo fatto può generare reazioni opposte, dall’estremo apprezzamento (soprattutto da parte dei simili, naturalmente), o crisi isteriche (soprattutto da parte di involontari accompagnatori). Il folk irlandese è così: un amore viscerale, un fastidio tremendo, con rare e fortunate sfumature intermedie.

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Se il teatro crea disagio. Sul concetto di volto nel figlio di Dio, ad acque calme.

Inserti culturali, programmi specializzati. Al di fuori di questi spazi, il teatro fatica a ottenere grande visibilità e, a differenza della televisione, ha una diffusione davvero poco invasiva nelle vite dei cittadini. C’è una certa differenza tra spingere il pulsante del telecomando e decidere di andare a comprare il biglietto per uno spettacolo: difficilmente ci capita per caso. Quando il teatro tocca temi scomodi però, ecco che in tanti alzano la testa per cercare di rimetterlo al suo posto. Perché certe cose è più facile ignorarle. Continua a leggere

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