Notte Rosa, divertirsi è semplice


La Notte Rosa comincia già diversi chilometri prima di Rimini, sulle strade piene di auto che lasciano le città per il mare e sui treni in partenza da Bologna, dove l’inconfondibile popolo color confetto inizia a radunarsi. Quest’anno, con un temporale imprevisto e le difficoltà economiche note a tutti, sul regionale delle 19.35 c’è ancora posto. Così, nella prima serata ancora piovosa, le persone arrivano alla spicciolata, con calma, chiedendosi se i fuochi d’artificio si faranno o no. Ci vorrà qualche ora prima che la festa esploda.

Mentre Piazzale Fellini si riempie in attesa dell’arrivo di Giorgia, il lungomare assume un po’ per volta l’aspetto tanto atteso per questa serata: cappellini e collane hawaianebraccialetti  fosforescenti e fiori, cocktail e musica. Molti arrivano dalla regione, come un gruppo di ragazze di Reggio Emilia: «Ormai è un appuntamento fisso, ma quest’anno ci fermiamo solo per una notte. Di più, era difficile». Un gruppo di amici non più tanto giovani improvvisa una danza nel mezzo della strada: «Noi arriviamo da Firenze, e a Rimini veniamo da una vita;  ma cos’avete qui in Romagna che siete tutti così allegri e belli, è quello che mangiate?»

Rimini, insomma, è sempre Rimini, perlomeno nell’immaginario collettivo. Nonostante i cambiamenti, nonostante ormai sia necessario costruire un evento speciale come questo per ricreare l’atmosfera che nei decenni passati si respirava ogni singola notte d’estate, quella del divertimento per tutti, delle vie affollate dalla sera fino al mattino, quando ci si abbandonava a dormire sui lettini in spiaggia. Senza eccessi, però: il pubblico, in gran parte composto da giovani e giovanissimi, ma non solo, scherza, ride, beve, mangia, balla, riempiendo un po’ per volta tutte le piazze dove ci sia un palco o un dj, in un ambiente decisamente disteso. Una passeggiata colorata, tante biciclette -spesso con due o tre passeggeri ciascuna- che fanno lo slalom tra la folla.

All’altezza del bagno 60 il classico concerto folk Romagna Mia lascia il posto a un gruppo di cover rock, mentre poco più avanti parte il dj set anni ’90. Sfilano le Miss Luna 2012, mentre si arrostiscono sardoncini e si cuociono piadine in quantità. A mezzanotte tutto si ferma per un attimo: il botto di inizio dello spettacolo pirotecnico. Dal porto, o dalla spiaggia, si vedono i fuochi lungo tutta la riviera. Poi, la musica riparte. A ben guardare, non c’è proprio niente di straordinario: qualche appuntamento in risalto e una miriade di piccoli intrattenimenti organizzati dai comitati locali. Nel programma, nemmeno si spiega di cosa si tratti: “Spettacolo musicale dal vivo”, addirittura “animazione per il pubblico partecipante”. Perchè dovrebbe meritare attenzione? Eppure, il pubblico, arriva eccome.

Al di là dei nomi famosi, dei numeri, della grandiosità dell’evento, deve essere questo clima a richiamare migliaia di persone: «Stiamo in giro finché ce la facciamo. No, non abbiamo programmato nulla, andiamo dove capita. L’importante è stare insieme e divertirci», dicono dei ragazzi dalla parrucca rosa shocking. Niente di più semplice: la Notte Rosa è lo specchio di una voglia di svago, di socialità e di condivisione che sembra essere più viva che mai, e che non ha bisogno di particolari motivazioni per emergere. Basta offrire uno spazio, una musica, un colore.

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