Macao in assemblea non sa che pesci pigliare. Ma alla fine… Arriva Boeri.


Ieri i ragazzi di Macao hanno continuato a discutere. Noi abbiamo seguito l’assemblea permanente, e sembrava non se ne sarebbe cavato nulla. Poi il colpo di scena: arriva l’assessore ai beni culturali di Milano, Stefano Boeri e garantisce per loro: “Stasera nessuno sgombero”. E la festa continua.

Qui un elenco (per ovvie ragioni, incompleto) degli interventi in assemblea del popolo di Macao.

Dobbiamo capire se siamo quelli che….

Possiamo portare una tendo-struttura e occupare la strada.Abbiamo già fatto un po’ di cassa, non è irrealizzabile.

Non dobbiamo portare solo le idee, parlare è bello ma sono i progetti concreti che che creano partecipazione. In mezzo alla strada non è possibile  fare tutto quel che ha attirato così tanta gente a Macao

Creiamo assemblee pubbliche in luoghi significativi della città. Adesso nessuno ce lo può impedire. Perchè non andiamo nella galleria Vittorio Emanuele, nel salotto buono della città. Noi siamo il meglio della città. Ce la meritiamo.

Ragioniamo in un’ottica di mobilità per coinvolgere più persone che altrimenti non riusciremmo a coinvolgere. Pensiamo alle colonne di San Lorenzo.

Ho sentito dire “Macao sembra Berlino”. Ma vaffanculo, deve sembrare Milano. A Berlino è il comune a dare gli spazi. La prima cosa è far capire che del contentino del Sindaco non ce ne frega un cazzo.

Il nostro è un gesto visionario che si interroga sulla rappresentanza politica. Il corpo collettivo sta dimostrando che un altro modo di fare arte è possibile.E fare arte è fare politica..

Un processo di questa importanza non può essere relegato a un problema di ordine pubblico. Le intenzioni di Macao non possono essere ridotte a un problema di spazi per l’arte. Macao non è solo uno spazio, è molto di più.

Vorrei dirvi cosa non dobbiamo far: abbassare il livello di attenzione. E poi…Ma sono tre giorni che non dormo e non mi ricordo più cosa voglio dire. Vado a casa.

Macao non occupa gli spazi. Li libera.E ci sono molti altri spazi da liberare. Quello che vorrei è chiedere a Ligresti è cosa ha intenzione di fare di questo grattacielo.

Io ho bisogno di Macao. Sono stanca ma non voglio tornare a casa stasera e chiudermi nella mia stanzetta. Non voglio andare via.

Perché non aprire un tavolo di discussione su questo palazzo con la proprietà e la giunta? Macao è dentro di me anche se mi sveglio a casa mia. Macao non è in via Galvani. È a Milano.

Secondo me dobbiamo ritrovarci qui, questo è un simbolo. Dobbiamo trovarci assieme sotto il grattacielo blu.

Mi ha telefonato Dario Fo e mi ha detto che per portare avanti una progettualità abbiamo bisogno di uno spazio. Pisapia fa di cognome Macao è uno di noi, non ha tutto questo potere. Prendiamo in considerazione la proposta dell’ex Ansaldo.

L’assemblea continua! Stay tuned su Twitter (ashtag #macao)

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