Alla ricerca di una buona notizia: la rivoluzione dei pop corn


Non c’è nessun motivo per stare allegri. Tangenti come se piovesse, le tasse non si riducono, lo spread si fa i fatti suoi nonostante i nostri sforzi, il costo della vita aumenta mentre gli stipendi restano sempre gli stessi. E come ci fa sapere La Stampa anche le vendite degli elettrodomestici sono in calo. Finalmente una buona notizia.

Vivremo in un mondo più povero. C’è la crisi. Ma qualche cosa di buono ci dovrà pur essere. Forse non vedremo più cucine infestate da oggetti inutili e mai inutilizzati.  Un esempio, il microonde. Avanti cosa ci facevate con il microonde? Per scaldare l’acqua per il tè? Che il fornello non va bene? Ah già, la fretta di uscire. Ma per andare dove, con quel che costa la benzina? Per i surgelati? Per carità. Sono malsani e sinceramente disgustosi. Giusto qualche studente sprovveduto, ma niente di più. E poi con quel che costano, conviene prendere una pizza.

Confesso di aver usato più e più volte il microonde per i pop corn. Che orrore. Tripla busta irriciclabile, prezzo più alto, gusto peggiore. Che poi per fare i pop corn basta una padella e con un sacchettino di semi di mais potrete sfamare un esercito. Piccoli elettrodomesstici in calo? Meno male. Ognuno di noi ha già in dotazione tostapane (quasi nuovi) e frullatori (immacolati) per le prossime due generazioni. I consumi calano, ma a volte è un buon segno.

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