Morosini, cronaca di una morte troppo scattata


di Stefania Carboni
Un giocatore crolla sul campo da calcio. Tanti siti e televisioni, riprendono i suoi ultimi istanti di vita, mentre i soccorsi cercano di rianimarlo. Le immagini e  i video di Morosini sono in rete da qualche ora. Unica avvertenza, potrebbero urtare la sensibilità del lettore. Ma quanto è giusto diffondere gli ultimi minuti di vita di un ragazzo di ventiseianni? Quanto ci si può spingere per non offenderne la memoria e i familiari? Il web inizia a protestare.

Piermario Morosini crolla sul campo durante la partita Pescara – Livorno. Alcuni dei principali siti on line propongono gli ultimi scatti del giovane calciatore in preda alle convulsioni che precedono l’arresto cardiaco. Si continua a riprendere, si sospendono tutti i campionati. Mario muore mentre arriva in ospedale.

Si polemizza sull’ambulanza che aveva problemi ad entrare in campo. Ora, capisco che in una diretta tv è difficile evitare di inquadrare quello che accade, anche perché non lo si sa con precisione. Ma dopo, alla luce dei fatti, quel ragazzo è morto.

Quei drammatici scatti, anche con avviso di urtare la sensibilità del lettore, dopo la sua morte, sono proprio necessari? Dove è l’importanza sociale della notizia nell’inquadrare un giovane di 26 anni che muore sul campo da calcio? Si ha in questo modo rispetto di lui e della sua famiglia? C’è etica? Secondo me no. Chi ha cliccato fino alla fine del set? Era così importante metterlo on line? Si deve lasciare libera scelta e diffondere sulla rete tutto questo?

SECONDO SOCIAL. Su Facebook, qualcuno ricorda Wouter Weilandt: “La Rai aveva mostrato le immagini di lui per terra pieno di sangue e quasi sfigurato dal colpo. Ci ho pensato non so per quanto a quella scena 😦 non dovevano mostrarla”. Su twitter c’è chi fa notare il tutto, come Paolo e come Federico: “Se un giocatore non canta l’inno Repubblica lo critica. Pubblicizzare il VIDEO della sua morte in homepage e’ invece civilta’. #Morosini” Di sangue e di diritto di cronaca ne abbiamo fin troppo. Mario non era Gheddafi e nemmeno J.F. Kennedy. Solo un ragazzo di 26 anni che è morto mentre faceva quello che amava. E proprio per questo meriterebbe di esser ricordato sul suo campo: felice, mentre gioca, con la sua maglia rossa.

P.s. Non ci sono link a gallery e video, ma solo ai pezzi. Questo per non portare inutili click. Meglio leggere, ricordare e capire il perchè di questa morte assurda. Senza morbosità 2.0.

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2 commenti

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2 risposte a “Morosini, cronaca di una morte troppo scattata

  1. fiorella percuoco

    Purtroppo tutto e maledettamente fa notizia….. e gli sciacalli sono dappertutto… no che non è giusto……. non posso pensare a quella povera mamma…. spero non l’abbia visto………
    .

  2. Noi lo ricordiamo così http://devastatoro.wordpress.com/2012/04/15/la-vita-non-e-un-film-piermario-morosini-la-triste-storia-di-un-calciatore/ senza immagini, senza video, ma con grande rispetto, non tanto per come è finita la sua vita, ma per quello che è stata (forse più tragica della sua fine)

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