Lo sciopero del sesso, una lettera aperta…pensando a Lisistrata


“E allora parlo: ché non c’è da fare misteri. Donne, se vogliam costringere gli uomini a far la pace, ci dobbiamo astenere”. Astenere da cosa? “Dall’uccello”. Eh sì dall’uccello, disse Lisistrata. Il riferimento è all’opera omonima di Aristofane andata in scena ad Atene nel lontano 411 a.C. E dopo 2.423 anni (che non son pochi) lo sciopero del sesso è ancora una realtà. Perché, tutto sommato, una società maschilista può essere superata, sfruttando proprio la più grande tra le debolezze (dell’uomo). Quindi, la mia domanda è: di quante Lisistrata abbiamo bisogno per cambiare il mondo?

Quando mi hanno chiesto di scrivere un articolo per questa giornata da mimose, sono rimasto sorpreso dal fatto che in una redazione come Klopodo (composta da cinque ragazze) a parlare dell’argomento fosse l’unico del sesso opposto. La risposta al problema è stata immediata: se già mi stavo ponendo il perché, voleva dire che anch’io dovevo considerarmi vittima di quella cultura maschile, che per secoli ha dominato il mondo. E così ho iniziato a pensare che cosa avrei potuto aggiungere nel dibattito. E quella risposta ce l’avevo già nelle statistiche del nostro blog.

Si chiama “Search engine terms” e permette di capire da dove arrivano i nostri lettori: oltre ai social network, gran parte delle persone ci raggiungono tramite google. Ebbene, grazie a un articolo sui nuovi domini del porno, quelli “.xxx” per intenderci, il motore di ricerca più famoso al mondo ci ha regalato grosse emozioni, perché Klopodo è finito in una lista-risultati assai originale:

“il mondo del porno, super donne vacche, porno grasse, cambogia porno, porno con grasse, porno europa xxx 2012, xxx porno in gabbia, porno xxx a l’università, martina ferro porno (???), porno del giorno, xxx sito porno cercasi, xxx porno hard arabo, sesso luce, fornero xxx (non la ministra, ndr), cercasi mondo del sesso hard, xxx grasse vacche italia”

Non c’è una statistica per capire se siano state donne o uomini a digitare tali parole, ma la risposta mi sembra ovvia.

LO SCIOPERO DEL SESSO – Non è una donna presidente o una ragazza che non rischia il suo posto di lavoro perché incinta, a poter riequilibrare le differenze (ovviamente contribuisce e non poco). I conflitti (sociali e non) sono tutti iniziati “grazie” a noi uomini. Ed è ecco che lo sciopero del sesso, rimane una soluzione (non l’unica) in mano alle donne per provare a cambiare le cose (e non solo per superare tali conflitti). Così Lisistrata, nel suo ideale, è ancora viva. Oggi più che mai.

LISISTRATA OGGI – Sul sito lisitrata.it (la pagina internet della spettacolo teatrale del regista Stefano Artissunch (con Gaia De Laurentis, David Quintili e Stefano Tosoni) sono state raccolte le storie delle donne che hanno scelto di attuare lo sciopero del sesso per cambiare le cose. Per il momento, stando a quella lista, ce ne sono sei . Ci sono le donne di Barbacoas, una cittadina colombiana, che hanno scelto di “astenersi dall’uccello” per 110 giorni. Il motivo? Lo stato pietoso della strada che collegava la loro cittadina al capoluogo del loro distretto. E poi ci sono quelle di un villaggio nella provincia di Maguidanao, nelle Filippine, che hanno messo fine a una faida tra due clan applicando la strategia che fu di Lisistrata. Lo stesso hanno pensato nel 2009 alcune donne kenyote (prostitute incluse) per evitare che il Paese sprofondasse nella violenza politica (ottenendo politicamente l’apertura al dialogo da parte dei leader dei due schieramenti al governo Mwai Kibaki e Raila Odinga). E proprio prendendo spunto dall’esperienza kenyota che in Belgio, durante i famosi 541 giorni senza un governo, la senatrice Marleen Temmerman ha proposto alle connazionali lo sciopero del sesso per ottenere la formazione di un esecutivo.

UNA LISISTRATA DA NOBEL –  L’ultimo premio Nobel per la pace è stato assegnato a tre donne: la presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf, la connazionale Leymah Gbowee e all’attivista yemenita Tawakkul Karman. Proprio Leymah Gbowee, 39 anni, militante pacifista e non violenta, ha giocato un ruolo decisivo per far uscire il suo Paese dalla guerra civile nel 2003: tra le sue azioni ci fu l’astinenza sessuale, un’iniziativa che costrinse il regime di Charles Taylor ad ammetterla al tavolo delle trattative per la pace.

SCIOPERO, NON SCIOPERO AL CINEMA – Il nuovo film di Radu Mihaileanu “La sorgente dell’amore”, prende spunto da un fatto realmente accaduto in un villaggio della Turchia nel 2001: le donne vanno a prendere l’acqua alla sorgente in cima a una montagna e la riportano in pesanti secchi che spezzano loro le spalle. A seguito di una serie di incidenti le donne decidono di iniziare lo sciopero del sesso, fino a quando non saranno gli uomini a portare l’acqua nel villaggio. Non sempre però la soluzione può arrivare dall’astinenza sessuale. Alla storia messa in scena dal regista rumeno (già autore de “Il concerto”), si contrappone quella di Nadine Labaki in “E ora dove andiamo”: qui le donne per superare i litigi tra uomini musulmani e cattolici, decidono di “affittare” delle donne dell’Europa dell’est per sedurli e distrarli dalla guerra.

GIORNALISMO IN ROSA – Visto che tutti noi di Klopodo siamo dei giornalisti praticanti, non poteva mancare un riferimento alle donne nel giornalismo. Se la professione si tinge sempre più di rosa, i vertici delle testate rimangono al maschile. Vi consigliamo quindi di leggere l’articolo di Valentina Bicchiarelli sul binomio donne e giornalismo, realizzato per il sito online de Il Ducato (Il giornale della scuola di giornalismo di Urbino): “Donne giornaliste, i numeri lievitano ma pochi nomi rosa ai vertici”

Poco prima di premere “pubblica” su questo articolo mi è stato fatto un appunto da un’amica, sempre a proposito di sciopero del sesso: “Non sono d’accordo con questo metodo, si parte dal solito presupposto: facciamo tutto sempre e solo in funzione degli uomini“. Era troppo tardi per riscrivere tutto, sotto un’altra ottica. A voi donne la risposta su cosa sia giusto e non. Io concludo citando il filosofo cinese Sun Tzu, che in “Arte della guerra” ha scritto: “Se non conosci il nemico, ma conosci soltanto te stesso, le tue possibilità di vittoria saranno pari alle tue possibilità di sconfitta”. Mi sa tanto, che le donne, con lo sciopero del sesso, hanno conosciuto il “nemico”.

ps. Il problema della violenza sessuale sulle donne non è stato affrontato in questo articolo, perché si partiva dal presupposto che non c’è sciopero che tenga (per logica) di fronte a tali atti riprovevoli e ripugnanti.

Leggi anche:
E festa della donna sia: non abbiamo voluto il Colosseo innevato, figuratevi se ci piacciono le modelle patinate” (foto di Giulia Lipari)

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