Gente della libertà, non (c’)è solo una canzone


Ne hanno parlato tutti. E se ne parlerà per sempre. E’ la libertà. Nelle canzoni italiane poi ce n’è per tutti i gusti. L’ultimo arrivato è proprio Silvio Berlusconi, che insieme a Maria Rosaria Rossi ha scritto il nuovo inno del Pdl “Gente della libertà” (che crede e lotta). Ma pensando a canzoni “vere” sulla libertà, ne abbiamo selezionate otto, a partire dal 1960.

DOMENICO MODUGNO (Libero)
Nel 1960, col vento in poppa a navigare verso la libertà: “Libero voglio vivere come rondine che non vuol tornar al nido. Libero voglio andarmene. Non cercatemi. E i ricordi, i ricordi gettarli in fondo al mar“.

LUIGI TENCO (Ognuno è libero)
Anno 1966, un inno alla libertà, per chi non l’avesso capito: “Cosa c’è di strano da guardare tanto, forse perché noi non siamo vestiti bene, pettinati come voi. Beh se non vi piace così come siamo, non vi resta che voltarvi dall’altra parte e non far caso a noi. Ognuno è libero di fare quello che gli va“. Nel video della canzone compare anche Lucio Dalla, che collaborò con Tenco. (Il giorno della tragica morte del compositore, avvenuta in un albergo di Sanremo durante l’edizione del 1967 del Festival della canzone italiana, Lucio Dalla si trovava nella stanza accanto e solo qualche anno fa, dopo anni di silenzio, è ritornato a parlarne in pubblico)

FABRIZIO DE ANDRE’ (Il suonatore Jones)
Tratto dall’album Non al denaro non all’amore né al cielo (1971), Il suonatore Jones è ripreso dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. “Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati, a cielo e denaro, a cielo ed amore, protetta da un filo spinato. Libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco“.

FRANCESCO GUCCINI (La tua libertà)
La libertà la puoi trovare, la puoi avere, ma la devi anche cercare perché si è smarrita. Incisa nel 1971, ma pubblicata solo nel 2004 nell’album Ritratti: “Oltre le mura della città un orizzonte insegue un orizzonte; a un’autostrada un’altra seguirà. Gli spazi sono fatti per andare; la tua libertà, se vuoi, la puoi trovare“.

GIORGIO GABER (La libertà)
Un inno alla partecipazione. Un inno alla libertà. Dalle piazze a Santoro su Annozero, dal 1972 al 2012. Da cantare, suonare, da far riflettere: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione“.

LEANO MORELLI (Nata libera)
Il brano dà il nome al primo 45 giri del cantautore. Correva l’anno 1976 e la canzone fu presentata al Festival di Sanremo: “Sei come un cigno che allarga le ali, sei nata libera, devi volare. E chiudere a chiave la tua libertà sarebbe solo un’assurdità“.

NOMADI (La mia libertà)
A spasso per il mondo dal 1966 con la libertà. Come potete giudicar una vita da nomadi: “A me la vita piace così come vien. Non voglio pensare nient’altro all’infuori di me. E mi basta solo quello che si può aver, con il sistema di vita che io ho scelto per la libertà“.

VASCO ROSSI (Liberi, liberi)
Il ritornello lo abbiamo cantato un po’ tutti, almeno una volta dal quel 1989: “Liberi liberi siamo noi, però liberi da che cosa. Chissà cos’è?”.

GENTE CHE SPERA NELLA LIBERTA’ – E per concludere un breve cenno all’accusa di plagio lanciata da J-Ax per le presunte somiglianze tra il suo brano “Gente che spera” e il nuovo inno del Pdl “Gente della libertà” (scritta da Silvio Berlusconi). Subito dopo la presentazione a Villa Gernetto, il cantante aveva scritto un messaggio sulla sua pagina Twitter (“Domani denuncio Berlusconi. Buonanotte. Incredibile. Cazzo”). Un tweet che è stato ripreso dai principali giornali italiani. L’ex leader degli Articolo 31 ha replicato ai “titoloni” dei quotidiani con un video ufficiale: “I giornalisti mi hanno descritto infuriato. Io in realtà mi sono divertito”. E anche i suoi fan, che pensando al paragone tra le due canzoni hanno dato vita a commenti ironici sul web.

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1 Commento

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Una risposta a “Gente della libertà, non (c’)è solo una canzone

  1. Simone

    Tenco non si può sentire…

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