Soli per un giorno. Primo Marzo, gli stranieri in sciopero


E’ vero, tutta l’attenzione è rivolta alle proteste dei No-Tav. Ma sicuramente ieri qualcuno avrà notato i manifestanti in giallo che hanno attraversato le strade di decine di città – Roma, Bologna, Milano e Torino solo alcune delle principali. E’ il movimento del Primo Marzo, giornata dedicata da tre anni allo sciopero degli stranieri.

E se per un giorno gli immigrati incrociassero le braccia, vi accorgereste di loro? Rendere visibile con una giornata di assenza la presenza degli stranieri nella nostra società. Questa l’idea del Primo Marzo. Ma non solo. Abolire il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro previsto dalla Bossi-Fini, cambiare la legge sull’acquisizione della cittadinanza, chiudere i Centri di identificazione ed espulsione. E, prima di tutto questo, tenere alta la tensione sul razzismo. Dai fatti di cronaca più eclatanti, come l’assalto incendiario al campo rom di Torino e la sparatoria sui senegalesi a Firenze, passando per i gesti quotidiani, fino al razzismo istituzionale. Intanto qualcosa, lentamente, si muove. Il dibattito sulla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia è arrivato sulle prime pagine dei giornali, il Governo ha tolto il veto sull’ingresso dei giornalisti nei CIE, mentre la Corte Europea ha condannato l’Italia per i respingimenti di massa verso la Libia.

Molteplici e complessi i temi da affrontare. Per adesso, alcuni numeri. In dieci punti.

  1. 4 milioni e mezzo gli stranieri residenti in Italia, pari al 7,5% della popolazione (la media europea è del 6,6%). In un anno, sono aumentati di circa 330.000 unità. Secondo le proiezioni Istat, a metà del secolo potrebbero superare i 12 milioni.
  2. I minori rappresentano il 22% della popolazione straniera.
  3. Quasi l’8% degli iscritti nelle scuole italiane sono stranieri.
  4. Le seconde generazioni (bambini nati in Italia da genitori immigrati, quindi privi della cittadinanza italiana), costituiscono il 14% della popolazione straniera residente.
  5. Il 19% del totale dei bambini nati in Italia nel 2010 sono figli di genitori stranieri o di madre straniera. Senza gli immigrati l’Italia subirebbe un calo demografico e un processo di invecchiamento.
  6. In Italia aumenta il numero degli anziani, ma sempre meno persone se ne occupano. Almeno un decimo delle famiglie italiane si affida a colf (dati Censis). Senza gli immigrati non sarebbe possibile.
  7. Quasi 66.000 gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana per residenza o matrimonio. Mentre in Europa si registrano 2,4 acquisizioni ogni cento stranieri, in Italia il valore scende a 1,5 (in più, in paesi come Francia, Germania e Regno Unito, la cittadinanza si ottiene per nascita sul territorio nazionale, quindi le seconde generazioni sono escluse dal conteggio).
  8. Più della metà degli stranieri residenti in Italia sono europei. Seguono gli africani (22%) e gli asiatici (17%). I primi paesi di provenienza sono, in ordine, Romania, Albania, Marocco e Cina.
  9. Gli immigrati rappresentano il 10% della forza lavoro nazionale. Il 58% è occupato nei servizi, il 30% nell’industria e il 9% nell’agricoltura.
  10. Il 54% degli stranieri ha una formazione secondaria superiore o universitaria (diploma o laurea) ma il 73% svolge professioni non qualificate.

Fonte: Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes 2011. Dati relativi al 2010

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in SOTTO IL TAPPETO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...