Movimento dei forconi: alzi la mano chi c’ha capito qualcosa


Operazione Vespri Siciliani (16-20 gennaio 2012) - Forza d'Urto - Movimento dei Forconi Noi di Klopodo ci eravamo dati un obiettivo: il tentativo di fare un passo in avanti. Ma con il “Movimento dei Forconi” è d’obbligo il cambio di strategia: proviamo a fare un passo indietro. “Dopo i cinque giorni di sciopero, la situazione in Sicilia sembra essere tornata alla tranquillità”. Tutto apposto, allora? Macché. La notizia non è affatto questa. Perché se davvero qualcuno ci sta capendo qualcosa alzi la mano.

Destra-sinistra, mafia-non-mafia, partiti-non-partiti, leader-contro-leader, Catania-Palermo, Forza-nuova-contro-centri-sociali, eccetera-contro-eccetera. Ogni giornale sembra raccontare una storia diversa. Ognuno dice la sua. E in questo mare sterminato di articoli, ci buttiamo dentro anche il nostro. Partendo dall’unica certezza: dalla A alla Z, ci sono poche certezze.

– A come Associazioni: ci sono gli agricoltori e allevatori, i pescatori, ma anche l’associazione degli autotrasportatori siciliani (Aias). Insieme formano il Comitato Forza d’Urto, che ha guidato le proteste dal 16 al 20 gennaio 2012.

A come Aias Service: è un consorzio iscritto nel Registro delle imprese di Catania dal 2003 che ha iniziato la sua attività (servizi promozione tratte navali a imprese e autotrasporto merci per conto terzi) il 30 gennaio 2006. Come riportato nell’oggetto sociale, “il Consorzio, che ha anche attività esterna, intende perseguire, senza alcun fine di lucro, con divieto di distribuzione di utili ai consorziati, le attività di fornitura di servizi a imprese (private, pubbliche, miste), fondazioni, associazioni, enti non profit, professionisti, privati, enti pubblici in genere”. Giuseppe Richichi è il direttore tecnico, nonché consigliere e presidente del consiglio di amministrazione (vedi lettera C).

– B come Benzina. Come riportato sulla pagina di Wikipedia, a scatenare la protesta è stato “l’aumento del prezzo della benzina di circa il 40% rispetto a un anno prima”, in particolare “dopo l’aumento delle accise sui carburanti” introdotto dal governo Monti. Da notare che dopo pochi giorni dalla sua creazione, la pagina ufficiale “Movimento dei forconi” è stata cancellata con conseguente reindirizzamento verso “Proteste in Sicilia del 2012″.

B come Blocco di strade e porti, che dal 16 al 20 gennaio, ha paralizzato l’isola. Secondo Coldiretti ci sarebbero almeno 50 milioni di euro di perdite, oltre al danno di credibilità dei prodotti siciliani.

– C come Comitato Forza d’Urto. Il sito ufficiale è stato creato il 3 gennaio 2012. E da chi? A registrarlo è stato proprio Giuseppe Richichi, presidente di Aias Service, che il 20 gennaio, in un’intervista rilasciata a Siciliaway, aveva dichiarato: “L’Aias fa parte ormai del movimento Forza d’urto”. Forse Richichi voleva dire che l’Aias è Forza d’Urto. La nascita ufficiale del comitato, come riportato nel comunicato ufficiale, è invece datata 5 gennaio 2012: “E’ nata Forza d’Urto, un’aggregazione spontanea di gruppi di cittadini siciliani che si sono messi insieme per rivendicare i propri diritti. Vi hanno già aderito gli autotrasportatori dell’Aias con il loro presidente Giuseppe Richichi, il Movimento dei Forconi con il leader Mariano Ferro, rappresentanti del mondo della produzione agricola, dei pescatori, degli indignati e tantissimi altri“. Il comitato @FozadUrto è anche su Twitter (dal 12 gennaio) e Facebook (dal 4 gennaio). C’è anche una pagina di Wikipedia che indica la nascita del movimento il 9 gennaio 2012. Insomma il comitato c’è, ma chi ci sta dietro e da quando non è ancora chiaro.

– D come Divisioni. Il Comitato Forza d’urto si è già diviso al suo interno. Per due motivi:

1. Le strategie della protesta: Giuseppe Richichi è rimasto a presidiare il casello autostradale di San Gregorio nel catanese, mentre Mariano Ferro, leader dei Forconi, ha annunciato che la protesta “non si ferma, ma rallenta e si sposta a Roma”. I due erano già arrivati ai ferri corti dopo la decisione di Richichi, come ha riportato l’agenzia Adnkronos, “di destituire Mariano Ferro dalla carica di presidente del Comitato Forza d’Urto”.

2. La partecipazione di Forza Nuova: dal segretario nazionale Roberto Fiore alla pagina ufficiale su Facebook, il partito è sempre stato vicino al movimento, in particolare a quello dei Forconi. Sebbene la protesta sia nata con uno spirito apolitico e apartitico, tra i leader ci sono alcuni rappresentanti dell’estrema destra. Primo fra tutti Martino Morsello, ora vicino a Forza Nuova, già assessore a Marsala negli anni ’80 per il Psi. Come riportato dal sito Liberainformazione.org, Morsello si era candidato alle elezioni regionali del 2008 con una lista collegata a Raffaele Lombardo: “Dietro di lui una complessa storia legata alla chiusura della sua azienda di prodotti ittici (vi rimandiamo a questa inchiesta di Marsala.it per conoscerla nei dettagli)”. Morsello ha anche partecipato al II Congresso nazionale di Forza Nuova il 10 dicembre 2011, nel suo intervento ha dichiarato (qui l’audio): “Forza Nuova è l’unico interlocutore politico dei Forconi”. A distanza di un mese, quando la notizia che il partito di estrema destra è vicino al movimento, Giuseppe Scarlata (militante dei “Forconi”) e Mariano Ferro prendono le distanze da Morsello.  Sulla pagina facebook di Giuseppe Scarlata, arriva la replica ufficiale: “Ci dissociamo da Forza Nuova e da qualsiasi forma di fascismo. Sia io che Mariano Ferro siamo contro queste ideologie e i soggetti che le mandano avanti. Fino a quando non capiamo da dove viene la strumentalizzazione che ruota attorno al movimento dei forconi, siamo gli unici due a diffondere notizie ufficiali. Le altre consideratele nulle”. Ma secondo Antonella Morsello, figlia di Martino, le cose sono andate diversamente. Sulla sua pagina Facebook ha risposto così: “La pagina Facebook del movimento dei forconi creata da me non ha mai strumentalizzato il movimento stesso, volevo che tutta l’Italia conoscesse i problemi del popolo siciliano, ho sempre postato quello che i leader mi chiedevano, senza aggiungere o togliere una virgola, non si sono mai posti il problema che la pagina veniva gestita da me e sapevano che milito in Forza nuova .. Non è mai stato nascosto nulla… Mio padre socialista è un uomo per bene e onesto, da tre giorni in sciopero della fame perché i poteri forti in Sicilia hanno dichiarato che dietro al movimento c’è la mafia, ha sempre lottato contro il sistema mafioso denunciando fino a perdere l’azienda… E’ l’anima del movimento…!!!!”. Lo stesso Martino Morsello in una sua intervista rilasciata in esclusiva per “Il Clandestino” ha denunciato gli accordi fra Mariano Ferro e Raffaele Lombardo (qui l’audio)

– E come Estrema, destra e sinistra. Da una parte Forza Nuova, dall’altra i centri sociali, che insieme agli studenti sono scesi in piazza per sostenere il movimento. Come riportato dal sito Palermotoday: “Per tutta la giornata (19 gennaio 2012) una trentina di giovani dei centri sociali palermitani Anomalia e Laboratorio Arrigoni hanno partecipato e sostenuto il presidio del Movimento dei Forconi e degli autotrasportatori in via Oreto”. (vedi Studenti)

– F come Forza Nuova. Ne abbiamo già parlato sopra. C’è da aggiungere che il 21 gennaio 2012 a Pescara, il partito locale, guidato dal segretario Marco Forconi, ha organizzato una manifestazione pro-Forconi (e non è un gioco di parole, nda). La protesta però è stata un flop.

– G come Gasolio. Nel comunicato ufficiale di Forza d’Urto (del 18 gennaio 2012) vengono riportate le richieste del movimento nei confronti di Regione e governo nazionale. Il primo problema da affrontare per la categoria “Pesca e Marineria” è appunto il caro gasolio.

Ma la “g“, riguarda anche i Giovani, che si stanno avvicinando al movimento (vedi Studenti)

– H come “Ha aggirato i siciliani”: è l’accusa del movimento nei confronti del presidente della regione Raffaele Lombardo, anche lui catanese.

– I come Infiltrazioni mafiose. A scatenare il putiferio sono state tre dichiarazioni. La prima del presidente di Confindustria in Sicilia, Ivano Lo Bello: “Noi abbiamo evidenze che in molte manifestazioni, nei blocchi che stanno creando tante difficoltà e notevoli danni al sistema imprenditoriale, erano presenti esponenti riconducibili a Cosa Nostra. Dietro questa mobilitazione vedo un vecchio ribellismo siciliano, con dei leader che fanno politica e qualche politico che vuole ritrovare la scena. La preoccupazione è che tutto ciò si possa risolvere in una grande operazione di trasformismo”. La seconda da parte di Coldiretti: “Le infiltrazioni mafiose nei trasporti sono confermate dalle recenti operazioni di polizia nel commercio dell’ortofrutta i cui prezzi triplicano dal campo alla tavola anche per effetto delle ‘strozzature e anomalie’ lungo la filiera”. La terza del procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, arrivata dopo la manifestazione Con gli occhi di Paolo, dedicata al giudice Borsellino: “Troviamo giustificato l’allarme lanciato da Confindustria, al quale dovrà darsi grande attenzione. Se Confindustria ha questa cognizione del problema la situazione è della massima serietà”. Per concludere, le affermazioni di Roberto Saviano intervistato a Invasioni Barbariche:

– L come lavoro (leggi “m”)

– M come Movimento dei forconi (“Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse del disinteresse del Governo e dunque delle istituzioni”), nato ufficialmente sei mesi fa. Il movimento ha una pagina ufficiale su Facebook, aperta il 21 luglio 2011, dopo la manifestazione di Messina che ha visto scendere insieme in piazza “Forconi” e Pastori sardi. Come riportato in una nota di Antonella Morsello: “Dalla manifestazione di Messina tenutasi ieri 20 Luglio è emersa tutta la rabbia degli agricoltori e della società civile nei confronti della classe politica tutta rea di aver portato le aziende agricole al fallimento. In particolare viene accusato il Ministro all’Agricoltura Romano di non aver capito che non si può scherzare con un milione di aziende agricole tra fallite e prossime al fallimento che impegnano circa 5 milioni di agricoltori che con il loro sudore si sono creati un posto di lavoro autonomo (…) Le scelte politiche degli ultimi 20 anni hanno decretato la morte delle aziende con gli alti costi di produzione: energetici, burocratici, bancari, concorrenziali con i prodotti agricoli importati dai paesi produttori a basso costo frutto di accordi politici”.

– N come Nazione: “Ci dissociamo da tutti i movimenti dei forconi che stanno nascendo in tutta Italia non coordinati dal vero movimento dei forconi siciliani che a livello nazionale è legato solo al movimento pastori sardi e in sicilia ha solo due portavoce: Giuseppe Scarlata e Mariano Ferro“. Comunicato ufficiale sulla pagina fb Movimento dei Forconi.

– O come Occupazione, quindi come lavoro. Ma anche come Operazione Vespri Siciliani, nome in codice dei cinque giorni di protesta. Il nome si riferisce ai Vespri Siciliani, la vittoriosa ribellione del XIII secolo contro il dominio degli Angioini.

P come Pastori sardi (sin dall’inizio vicini al movimento).

P come partiti. Lo abbiamo scritto prima, il movimento si è presentato come apolitico e apartitico. Lo stesso Mariano Ferro aveva dichiarato che in caso di infiltrazioni i politici “devono essere cacciati a calci in culo“. Dal sito Liberainformazione riportiamo alcuni passaggi dell’articolo di Enrica Frasca e Francesco Ragusa che dimostrano come dietro al movimento di politici ce ne sono tanti:

“A capo dei Forconi troviamo Mariano Ferro, diventato il volto simbolo della protesta. Ferro vanta un passato, neppure troppo lontano, in Mpa (…) E poi c’è Salvatore Bella, presidente dell’Associazione Italiana Autotrasportatori, un passato in Forza Italia, poi le varie liste civiche e infine la candidatura alle amministrative di Campobello di Licata proprio nelle file dell’MPA (…) L’onorevole Pippo Gennuso, uomo di Lombardo, è stato visto girare tra i negozi di Rosolini chiedendo, in maniera più o meno gentile, di chiudere le saracinesche per aderire alla protesta (…) C’è anche Grande Sud (di Miccichè) ad aver tenuto comizi, nella giornata di Lunedì, nei luoghi dei presidi (…) Tra i leader della rivolta dei “Forconi” troviamo Martino Morsello (vedi “F”) Nell’agrigentino il “capopopolo” è Salvatore (detto Totò) Petrotto, ex sindaco di Racalmuto. Tre mandati e numerosi cambi di casacca all’attivo: dalla Rete di Leoluca Orlando, fino alla rottura con l’IdV. Poi l’avvicinamento all’MpA e le simpatie per il Partito del Sud di De Santis, leader dei movimenti autonomisti meridionali (…) A guidare la rivolta iblea, tra gli altri, Geraldo Bertolone, segretario regionale dei Cristiano-Riformisti, l’area cattolica del PDL. Vanta una candidatura con Forza del Sud alle amministrative di Ragusa e la recente adesione al movimento Territorio”. (articolo completo)

– R come Rivoluzione: dalla Sicilia all’Italia intera.

R come Rivendicazioni: qui il comunicato stampa con le richieste avanzate a Regione e Governo da parte del comitato Forza d’Urto. Riportiamo solo le richieste comuni per le categorie: defiscalizzazione del carburante; miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle Famiglie insistendo su una riforma sul controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica); rilascio del DURC anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (SERIT, EMPAIA, INPS) in anni 10, con interessi legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento); abolizione dell’IMU sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale; dotare la CRIAS di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricolo e delle PMI; no agli interessi usurai della Serit, sanzioni accessorie – diritti di notifica – interessi per tardato pagamento e blocco per due anni delle cartelle esattoriali.

– S come Studenti. Da Palermo gli studenti siciliani hanno dato il loro appoggio al movimento. “La nostra vuole essereuna denuncia del comportamento dello Stato che nei confronti della Sicilia ha sempre avuto un atteggiamento di colonizzazione, sfruttamento delle risorse e impoverimento della popolazione”, ha dichiarato Giuseppe Vitale del Centro Sociale Anomalia. Durante la manifestazione è stata bruciata la bandiera italiana.

S come Serit, ente di riscossione siciliana simile ad Equitalia sia per finalità che per metodi, oggetto delle critiche del movimento.

– T come Twitter. Il social network si è confermato un ottimo canale informativo per seguire la vicenda. L’ashtag ufficiale utilizzato dagli utenti è stato ed è tuttora #fermosicilia, ma anche #forzadurto e #forconi.

U come “Uniamoci tutti – come ha esortato il presidente dell’Aias Giuseppe Richichi nel comunicato di Forza d’Urto (del 5 gennaio 2012) – studenti, operai, professionisti, pensionati. Per dire basta e riconquistare la nostra terra. La protesta è l’unico sistema per indurre i politici a mettere in atto strategie, scelte e provvedimenti che possano realmente giovare al mondo della produzione e del trasporto”. Nello stesso comunicato, Mariano Ferro leader dei Forconi: “Il nostro appello è rivolto a tutti i siciliani che vogliono combattere la politica corrotta e incapace, i sindacati imbelli, le associazioni finte, il caro carburante, le cartelle esattoriali con tassi da usura, l’arroganza delle banche, la burocrazia cieca e ottusa. Per tutto questo invitiamo autotrasportatori, agricoltori, allevatori, imprenditori, commercianti, studenti, indignati e affamati a partecipare”.

– V come Verità. Rileggere tutto anche se non basterà.

– Z come Zamparini. Il presidente del Palermo ha dato vita nel mese di settembre a “Movimento per la Gente“: l’obiettivo è quello di fermare Equitalia che “sta uccidendo la gente che produce”. E’ sceso in campo a favore delle proteste dopo un incontro avvenuto a Palermo lo scorso 4 gennaio: “Al termine dell’incontro, a cui ha anche partecipato il responsabile regionale siciliano del Movimento per la Gente, Nino Sala, si è concordato di intraprendere un cammino organico comune ove possibile, nel rispetto reciproco delle proprie identità con spirito di servizio e per il bene comune del popolo Italiano in generale, siciliano in particolare”.

– Per concludere, e non è una svista, c’è la lettera Q di Quarto Potere, perché gli organi di informazione che si sono occupati della vicenda hanno fornito poche risposte su ciò che sta succedendo. Il nostro blog non ha la pretesa di superare questi limiti, noi raccontiamo una realtà osservandola dal mondo virtuale. Come detto all’inizio, questa volta era d’obbligo fare un passo indietro!

Riportiamo i due video più cliccati e quelli che secondo noi sono i due migliori articoli scritti sull’argomento (più il nostro primo post):

Davanti ai forconi (di Giuseppe Provenzano) – Il Post

Sicilia, dentro il movimento dei Forconi (di Enrica Frasca e Francesco Ragusa) – Libera Informazione

Cosa capita in Sicilia e che c’entrano i forconi con la benzina (di Nadia Ferrigo) – Klopodo

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