Cosa capita in Sicilia e che c’entrano i forconi con la benzina


“Il nostro appello è rivolto a tutti i siciliani che vogliono combattere la politica corrotta e incapace, i sindacati imbelli, le associazioni finanziarie, il caro carburante, le cartelle esattoriali con tassi da usura, l’arroganza delle banche, la burocrazia cieca e ottusa” By Mariano Ferro, leader del “Movimento dei forconi”. Chi sono e perchè è giusto trovare un minuto per parlarne. Anche quando il trend topic è il naufragio della Concordia. Foto: ragusanews.com

Tutto inizia domenica notte con la protesta dei camionisti siciliani. Le associazioni di autotrasportatori Aias e Aitras occupano i caselli autostradali e rallentano il traffico nell’isola. Poi si uniscono anche i pescatori, che iniziano a presidiare i porti. E gli agricoltori. Il tempo passa, la protesta si allarga. Per ora quel che si sa è che nessuno ha intenzione di tornare a casa prima di venerdì notte. Esaurito il carburante in molti distributori. Bloccata la linea ferroviaria tra Palermo e Messina. Nel frattempo la protesta arriva anche in  Calabria, dove molti camionisti stanno bloccando la statale che collega Catanzaro e Lamezia.

La come si suol dire goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’aumento della benzina. Senza dimenticare pedaggi autostradali e passaggi in traghetto sempre più cari. Tradotto: i prodotti agricoli siciliani, con quel che costa trasportarli, sono carissimi. E non riescono a competere con quelli esteri.

Manifestano e chiedono il blocco immediato delle cartelle esattoriali, del pagamento dei contributi Inps. il rifinanziamento delle imprese con fidejussioni bancarie garantite dalla Regione, l’abbattimento del prezzo del gasolio agricolo. E l’aumento dei contributi per il mancato reddito dei terreni. Anche se come riportato da strill.it il Movimento dei forconi dichiara “Non chiediamo interventi settoriali cosi come scrive qualche penna sensibile al potere, vogliamo che questa classe politica si dimetta e vada a casa, non siamo interessati ad incotri con politicanti che hanno fatto del loro ruolo interessi per le loro fortune”.

Il movimento si chiama Forza d’urto e si presenta come un’aggregazione spontanea di cittadini che vuole rivendicare i propri diritti, una manifestazione senza bandiere. Accanto a autotrasportatori, agricoltori e pescatori c’è il Movimento dei forconi. Uno dei leader della protesta è Franco Calderone, imprenditore vitivinicolo, che sulla Stampa del 18 gennaio rivendica l’estraneità del movimento a ogni partito politico, dichiarando che sinistra e destra sono solo indicazioni stradali. Ma per qualcuno c’entra anche Forza Nuova: su Twitter si era sparsa la voce che il Movimento dei Forconi avesse alle spalle anche la politica di estrema destra.

Secondo qualcun’altro la vicenda è nata perchè Forza Nuova ha appoggiato fin dall’inizio la protesta degli agricoltori siciliani. Mariano Ferro, ex Mpa, è sceso in piazza al loro fianco, anche se gli agricoltori smentiscono: “siamo apolitici e apartitici”.  Ma Informare per resistere butta altra benzina sul fuoco.

Gli organizzatori hanno chiamato questi giorni di blocco “operazione Vespri siciliani” e il riferimento non è ai militari mandati in Sicilia dopo le stragi di mafia del 1992, ma alla storia della rivolta popolare della Sicilia contro la Francia. Palermo, anno 1282. Una sera un soldato francese mette le mani su una nobildonna siciliana appena sposata mentre usciva dalla chiesa. Per difendere l’onore della consorte, lo sposo riuscì a sottrarre la spada al soldato francese e a ucciderlo Ecco la causa di una rivolta durata 20 anni, e finita con un’altra dominazione dell’isola, quella aragonese. Un precedente leggermente più attuale c’è: la rivolta dei camionisti siciliani nell’ottobre del 2000, che si è conclusa con supermercati vuoti e benzinai a secco.

E TENETEVI INFORMATI In media le prime otto pagine dei quotidiani nazionali sono occupate dal naufragio della Concordia, giornalisticamente una tempesta perfetta. Ci sono le vittime, che si portano dietro i familiari. C’è il cattivo e pure l’eroe. I parenti del cattivo e dell’eroe. C’è il disastro ambientale. Poi c’è l’Unione europea, poi c’è Monti. E le pagine di cronaca si riempiono praticamente da sole. Forse per questo le cronache siciliane restano relegate a qualche taglio basso in prima. Ma visto che ci piace tanto internet, usiamolo. (Notizia dell’ultimo minuto: da un tweet di Sandro Ruotolo scopro che Servizio pubblico domani sera ci fa una puntata)

Ragusa news

Lavika.it

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