A.A.A. Cercasi (disperatamente) Daniele Luttazzi


Daniele, dove sei? In questo pazzo universo dell’informazione, dove tutti vanno e vengono e quel che è peggio alla fine tornano sempre, tu che fai? Ma che ce l’avrai ancora per quella storia pallosa del plagio? Proprio tu, che ne hai passate così tante. Non ci credo. Su Twitter, siamo almeno in 10.000 irriducibili. E che siamo troppo pochi? Tu nulla, silenzio sprezzante. Noi di Klopodo ti vogliamo un gran bene e ora ti spieghiamo anche il perchè.

Ti vogliamo bene perchè hai saputo dire di no. No a Maurizio Costanzo e al Maurizio Costanzo show. No a Giuliano Ferrara e al Foglio. No a Pippo Baudo, che ti vuole sul palco del festival di Sanremo nel 2006. No a Adriano Celentano, che nel 2005 ti invita a Rockpolitik con Enzo Biagi e Michele Santoro. Si può dire tutto di questo Daniele, tranne che non sia uno che pensa con la sua testa. No anche a Rolling Stones per un’intervista marchetta a Carlo Rossella. Ma di mezzo ci sono anche l’Iraq, il Niger e l’uranio.

Ti vogliamo bene perchè vincere una causa da 41 miliardi contro Berlusconi, Mediaset, Fininvest e Forza Italia è una di quelle storie che ognuno di noi sogna segretamente di poter raccontare a cena. O ai nipotini quando saranno abbastanza grandi per capire. Un po’ come l’editto bulgaro. Tu, Michele Santoro e Enzo Biagi. Come i tre moschettieri. E per far arrossire le signore attempate c’è la causa (anche questa vinta) con Susanna Tamaro per Va’ dove ti porta il clito, parodia (e non plagio) di Va’ dove ti porta il cuore.

Ti vogliamo bene perchè ci hai fatto ammazzare dalle risate. Per le risate cercate qui, qui e se avete tempo (e curiosità per la coprofagia) anche qui.

Ti vogliamo bene perchè hai creato La Palestra. Semplice, ma efficace. Sapere che là fuori ci sono un sacco di cittadini italiani pensanti, ironici e informati è stato per un bel po’ un gran bel sollievo. Non battute a casaccio, ma con delle regole precise, e mi sembra obiettivamente un bel modo per partecipare a un bel gioco. C’è anche chi non si è mai più ripreso.

Non abbiamo smesso di volerti bene per le accuse di plagio. E senza entrare nel merito della spinosa questione che ha infiammato le illustri masse critiche, mi limito a riportare quel che ne ha detto Roberto Benigni, che “paragona il copiare di Luttazzi al copiare dei grandi della storia della poesia e del teatro”.

Chiedo a Roberto Benigni cosa pensa di questa faccenda. Risposta illuminante: “Anche Dante copiava”. Copiava lo stesso Virgilio, per non dire Ovidio. Ma non era un copiare, sottolinea Benigni, era una sfida, spesso tesa a raffinare il pensiero originale. Prendiamo Woody Allen. Se i blogger che inseguono Luttazzi si mettessero all’opera sul repertorio di battute e barzellette sciorinate da Allen in ogni film (e avessero competenza di tradizione ebraica), scoprirebbero che il 90% di quelle battute arriva da una fonte precisa: la comicità di origine yiddish. Se poi i nostri segugi andassero alla caccia delle origini dei personaggi di Chaplin, primo tra tutti il vagabondo, scoprirebbero che un personaggio simile era già presente negli spettacoli della compagnia messa in piedi da Fred Karno, […]. Vogliamo parlare di Buster Keaton? Le sue gag, le sue invenzioni, le sue piroette acrobatiche e linguistiche hanno un’origine chiarissima, il vaudeville, di cui sua madre e suo padre si nutrivano e che avevano insegnato al figlio. […] Tralasciando Shakespeare, gran maestro nell’arte di copiare. Ne sanno qualcosa quel Masuccio Salernitano che un centinaio di anni prima e quel Luigi da Porto che qualche decennio prima di Shakespeare avevano raccontato la stessa vicenda di Romeo e Giulietta. E per restare in casa nostra, che dire del grande Eduardo? Sarebbe esistito Eduardo autore e attore senza mutuare in tutto e per tutto le battute, le trame, i personaggi e le commedie dall’arte del suo stesso padre naturale Eduardo Scarpetta? […] Viviamo insomma nell’era del plagio di massa, che però non è più plagio, ma qualcosa prima sconosciuto. È la stessa filosofia dei pirati del web a spopolare in rete: nulla è tuo, né un libro, né un film, né una canzone. Tutto è di chi lo trova e se lo prende, facendolo suo. Con buona pace del diritto d’autore.

Roberto Faenza, Il Fatto Quotidiano, 13 giugno 2010

Se volete ripassare, la wiki pagina dedicata a Daniele Fabbri, in arte Daniele Luttazzi, mi par fatta davvero bene.

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9 commenti

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9 risposte a “A.A.A. Cercasi (disperatamente) Daniele Luttazzi

  1. Bel post, complimenti!
    Firmato:
    Un altro orfano di Luttazzi.

  2. federico

    Chi come me segue Luttazzi da sempre sa che il caso fu diffamazione pura. Lo scandalo venne creato ad arte come rappresaglia dopo il suo monologo di Raiperunanotte, fingendo di “scoprire” una cosa di cui Luttazzi aveva scritto sul suo blog nel 2005. Leggete qua i dettagli: http://anti-diffamazione.blogspot.com/

  3. Io spero almeno in un libro quest’anno. Almeno! 🙂

  4. Gigi Allin

    Luttazzi rubava battute e interi monologhi poi registrava alla SIAE come sua l’opera di altri. Direi che è indifendibile.

    • Io ho molti dubbi a riguardo, però mi sembra (mi sembra) che la questione sia un po’ più complessa. Senza polemica, ma addirittura interi monologhi?
      Qualcuno sa, in percentuale, a quanto corrispondono le battute “rubate” da DL rispetto al suo intero repertorio? Altrimenti, a leggere certe cose sembra che Luttazzi abbia sempre rubato e mai scritto nulla di suo.
      Saludos.

      • Gigi Allin

        Io ricordo di aver visto parecchi video di battute di luttazzi messe a confronto con le originali . il minutaggio preciso non lo ricordo ma erano parecchie……i video sono stati prontamente censurati per violazione del copyright dall’agenzia di luttazzi… mi è rivenuta in mente ora la questione della battuta della mosca , che lui rubò a carlin e poi si incazzo con bonolis perchè la utilizzo in una puntata di striscia la notizia , dicendo di essere stato derubato….

  5. Sì, di queste battute ero al corrente, così come dei video apparsi e poi rimossi da Youtube. Ma volevo dire che sarebbe bello sapere quante battute Luttazzi ha “copiato” e quante sono originali. Calcolando tutto il suo repertorio, dagli esordi fino a oggi. Quindi, una quindicina di spettacoli teatrali, una decina di libri, trasmissioni televisive. So che pochi hanno così tanto tempo da perdere, ma forse (forse) con un quadro più completo si potrebbe essere più precisi, anche nelle definizioni.
    Chiedo scusa se ho invaso questo spazio con i miei commenti!

    • Nadia Ferrigo

      I commenti sono sempre più che graditi! Secondo alcune fonti sul web, Luttazzi avrebbe “copiato” circa 500 battute, un terzo del suo repertorio.

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