Ho un amico in Cina. E ora so che scavalcare la Grande Muraglia di firewall non è impossibile


Se Zuckerberg ha dovuto rinunciare alla Cina come dodicesimo paese in cui esportare Facebook, gli internauti cinesi non hanno peró rinunciato a lui. E tantomeno al sogno di un web senza censure. Ecco come. ATTENZIONE: le indicazioni arrivano dalle nostre fonti in Cina rigorosamente via Facebook.

CINA LA NUOVA AMERICA? – Dino è un ragazzo bosniaco cresciuto in Italia e residente in Cina da più di un anno. E’ uno dei tantissimi stranieri che ha scelto di vivere, ma soprattutto di lavorare, nel paese che ha un’economia mondiale seconda solo agli Stati Uniti, un paese non più emergente ma ormai ben emerso.

Ho deciso di studiare cinese e giapponese perché l’Estremo Oriente mi affascina. Poi leggendo i giornali mi sono convinto a investire sulla Cina: il fatto che questo paese dava i primi segni di crescita alla fine degli anni ’90 mi ha aiutato nella scelta perché pensavo ci sarebbero state molte possibilità di lavoro. E infatti. Qui sto molto bene, la qualità della vita è eccezionale e i servizi sono avanti anni luce rispetto a noi.

Insomma “la Cina oggi è la nuova America” lo dice l’inviato di Repubblica nel paese del drago, Giampaolo Visetti. E lo ha detto anche Massimo Gramellini in un suo Buongiorno, annunciando che nel 2012 il mondo cambierà “se non sei un cinese o un indiano, probabilmente in peggio”.

LA GRANDE MURAGLIA DI FIREWALL – Ma se “la nuova New York”, come la chiama Luca Bianchini su Vanity Fair, ha dei “grattacieli da paura” ha anche una censura da paura: niente Facebook, Youtube, Weibo (il Twitter cinese), MySpace, Badoo, insomma tutti i social network ma anche gran parte dei motori di ricerca (Google funziona a metà), la tv satellitare e tutti i luoghi virtuali che permettono la circolazione delle idee e la formazione di gruppi. E’ la Grande Muraglia di Fuoco, il più grande sistema di cyber-censura  costruito dalla Repubblica Popolare Cinese per impedire ai propri internauti di navigare in siti ritenuti pericolosi. Un sistema rinvigorito per paura del dilagare della primavera araba, ma che continua a essere aggirato dai cinesi come dal sempre maggior numero di stranieri.

PICCONI CONTRO BYTE – Già nel 2010 l’80% dei cinesi aggirava la censura, secondo la ricerca del blogger Janos Ng, oggi chi naviga si organizza sempre meglio. La tecnica consiste nell’usare dei software che dichiarano l’indirizzo IP dell’utente come non cinese, disinteressando così a priori la censura. I più usati sono i siti (a pagamento o altrimenti lentissimi nel caricare) Vpn (Virtual Private Network), Browse007, Astrill.com e Needmoreschool.com. Segnale positivo: stanno nascendo anche server gratuiti cinesi.

SOCIALISTI POCO SOCIAL – Se il sogno è quello di un web senza filtri governativi, mi dispiace per Zuckerberg, ma la voglia di avere Facebook è l’ultima ragione. Un Facebook solo per cinesi infatti esiste già, si chiama Renren.com, cioè “gente” (un link è inutile visto che è interamente in cinese). Un social network nazionale che nasce dalla creatività di regimi socialisti di fatto ma ben poco social nella sostanza (non a caso anche Cuba si è inventata poco tempo fa un Facebook solo cubano, Red Social, per controllare i giovani).

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