E’ arrivato il giorno .XXX: il mondo del porno cambia dominio


Il porno ha cambiato internet o internet ha cambiato il porno? Se non sapete cosa rispondere, segnaliamo l’esordio sul web dei domini .XXX, quelli che definiscono il contenuto “hard” di un sito.

6 dicembre .XXX – Secondo la società Icm Registry (dal 2004 è proprietaria del dominio) sono oltre 100mila le registrazioni già effettuate. Tra polemiche e cause legali, il porno su internet sta per cambiare. Con un click.

I numeri parlano chiaro. L’Icm Registry ha già incassato 6 milioni di euro in otto mesi: per ogni registrazione ha guadagnato 60 dollari. E la strada è tutta in discesa. Entro l’anno ci saranno più di 500mila siti registrati con il dominio .xxx. Numeri importanti (anche se sotto le previsioni) che rivoluzioneranno il mondo del porno sul web. Forse non tutti saranno pronti al nuovo mercato, ma è innegabile che gli .xxx sono già entrati nella storia di internet.

Lo sbarco dei domini .xxx è stato annunciato lo scorso marzo dall’Internet corporation for assigned names and numbers (Icann), organismo che regolamenta i nomi dei domini in tutto il mondo. L’acquisto dei domini si può effettuare su buy.xxx. Per registrare il proprio sito in Italia basta andare su Register.it.

CLONI – Gran parte dei guadagni dell’industria hardcore arriva dal web. E all’annuncio dei nuovi domini non sono mancate le reazioni. La Manwin Licensing International Sarl (che gestisce Tube8, XTube, PornHub, SpankWire, Keezmovies e alcuni siti di Playboy) ha accusato l’Icann (che si occupa della gestione dei domini di primo livello, per esempio “.it” e “.com”) di aver introdotto una condizione di monopolio.  Secondo Manwin chiunque avrebbe potuto realizzare siti porno sfruttando il nome dei domini originali. La vicenda è finita in tribunale: la vertenza però è ancora nelle mani della Corte Distrettuale della California (qui). I siti già esistenti potranno comunque continuare a utilizzare i vecchi domini.

PROBLEMI –  Il rischio di vedere il proprio nome e cognome (o quello di un’azienda)  associato a un dominio .xxx potrà essere evitato chiedendo di escludere il nominativo dall’elenco dei nomi registrabili (pagando ovviamente: dai 150 ai 300 dollari). Quanto alla sicurezza invece, l’Icm Registry ha affidato il controllo a Mcafee che sorveglierà i nuovi domini e su eventuali virus e malware (qui)

“The Internet is for Porn” (Avenue Q)

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