Se il lato oscuro del sesso fa luce sull’Aids


 Gli ultimi dati dicono che l’80% delle nuove infezioni deriva da rapporti sessuali non protetti. Nella giornata mondiale della lotta all’Aids, per risvegliare le coscienze su un tema che a tratti sembra passato di moda, scelgo di parlare proprio di sesso. O meglio, di quella che in America ha già trovato il suo nome ufficiale: “dipendenza epidemica da sesso”.

Salute e sesso. Due “S” tanto importanti nel giornalismo che oggi s’intrecciano nella riflessione sulla lotta all’Aids. Venerdì scorso Newsweek ha svelato la crescente portata di una nuova malattia che “distrugge matrimoni, carriere e autostima” con l’articolo “The sex epidemic addiction”, cioè la dipendenza epidemica da sesso. A portare all’attenzione della cronaca internazionale questo disturbo sono state le vicende “sentimentali” di star quali Michael Douglas, Tiger Woods e Dominique Strauss-Kahn. Con queste premesse l’analisi di Newsweek può sembrare un’ipocrita americanata, ma l’articolo ha dato buone ragioni per smentire questa tesi a partire dai dati della Society for the Advancement of Sexual Health. Raccontando le storie di alcuni comuni mortali rovinati da questa malattia, il settimanale americano ci ha svelato che i terapisti del sesso sono passati in una decina d’anni da 100 a oltre 1.500, sintomo del dilagare del disturbo che oggi colpisce più di 9 milioni di americani, cioè il 5% circa della popolazione. Una crescita importante che ha spinto gli psichiatri dell’American Psychiatric Association a proporre di inserire la dipendenza da sesso nel prossimo Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, il “manuale” di riferimento della psichiatria in uscita nel 2013.

Neanche l’Italia è esente da questa malattia. Secondo l’Associazione nazionale per la ricerca in sessuologia la dipendenza da sesso riguarda il 5,8% degli italiani (su un campione di 1046). E in Italia il sesso è un tema che si collega ancora al rischio di contrarre il virus dell’Hiv. Se in America infatti la dipendenza da sesso incide meno nella trasmissione di malattie, grazie a un uso diffuso e pubblicizzato del preservativo (basta pensare che nella maggior parte dei bar si trovano preservativi gratuiti), nel nostro Paese uno dei cambiamenti principali del virus nell’ultimo decennio rigurda proprio il sesso. Secondo le cifre dell’Istituto superiore di sanità nazionale, delle 3mila nuove infezioni da Hiv che si contraggono in un anno (un infetto ogni 3 ore), la maggioranza avviene attraverso rapporti sessuali non protetti che costituiscono l’80,7% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 49,8%).

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