Chi se ne frega della musica?


Vivere di musica in Italia è difficilissimo. All’estero, radio generaliste trasmettono a tutte le ore artisti che da noi vengono considerati di nicchia e che nessuno conosce. Per cecità, ci si rifiuta di investire nella musica, come se fosse un settore minoritario. Risultato, una dilagante ignoranza musicale in un paese musicalmente vivo e un’occasione di crescita economica sprecata. Bisogna scendere verso il tacco dell’Italia per incontrare chi tutto questo l’ha intuito e messo in pratica.

VERSO SUD – Chi se ne frega della musica? La Puglia, di sicuro. In un paese dove tutto ciò che ruota intorno alla cultura viene inspiegabilmente relegato in secondo (terzo, quarto) piano, la Puglia va in direzione opposta. Terra profondamente musicale, ha iniziato a richiamare il grande pubblico con la Notte della Taranta superando poi l’identificazione univoca con la musica folk e popolare. Quest’estate Italia Wave, il più importante festival musicale estivo d’Italia, evoluzione dello storico Arezzo Wave, da Livorno si è trasferito a Lecce. E adesso anche il MEI, Meeting delle Etichette Indipendenti, ha lasciato Faenza per diventare parte di Medimex, la Fiera delle Musiche del Mediterraneo che si è conclusa ieri a Bari.

MEDIMEX – Artisti, fonici, produttori, critici, promotori. Tutti i lavoratori della musica si sono incontrati alla Fiera del Levante di Bari dal 25 al 27 novembre per conoscersi, collaborare e fare il punto sulla situazione della musica in Italia.  Tra i concerti di nomi noti e soprattutto di tantissime nuove proposte si è discusso di musica come promozione del territorio, di cultura come nuovo settore produttivo, dello spazio per la musica in Italia nel convegno “Chi ha paura della musica?” insieme a Franco Battiato, Caparezza, Tommaso Colliva (Calibro 35), Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), Daniele Silvestri e Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica).

FATTI UN PANINO CON LA MUSICA – Tutto questo è possibile grazie a un programma delle Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale: Puglia Sounds. Utilizzando i Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale, Puglia Sounds contribuisce alla creazione di nuovi eventi musicali sul territorio, a esportare gli artisti pugliesi in Italia e all’estero e a sostenere l’intera filiera della produzione e distribuzione musicale regionale. Il risultato, in venti mesi: 400 concerti e 53 dischi.

Fulcro del progetto è l’idea che la musica debba essere considerata un motore di sviluppo economico esattamente al pari di qualsiasi altro settore. Ne parla Antonio Princigalli, coordinatore di Puglia Sounds, intervistato da Deejay tv nel programma condotto da Caparezza Chi se ne frega della musica, andato in onda questa estate (da vedere!). “Finchè questo paese non lo capirà dovremo sentire ancora assurde affermazioni come prova a mettere una Divina Commedia nel panino e mangiala. Errore doppio. Uno, offendi l’idea che un prodotto culturale sia utile. Due, quel libro: c’è qualcuno che l’ha rilegato, che l’ha stampato, che ha prodotto l’inchiostro, che l’ha venduto, che l’ha trasportato… e quelli che cosa sono se non persone che lavorano come tutti gli altri? Se non capiamo questo il nostro sarà un paese senza futuro”.

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