Ipse Dixit: a lezione di tv da Santoro


Non ci speravamo molto, ma nonostante le fatiche di Servizio Pubblico andato in onda proprio giovedì sera, Michele Santoro è riuscito ad arrivare fino a Urbino. Ieri pomeriggio il conduttore-star di Annozero era nella nostra Scuola di Giornalismo per una lezione di televisione. Ecco la raccolta dei suoi “Ipse Dixit”.

IO SONO STATO IL PRIMO A CERCARE LE STORIE – “Altrochè Maria De Filippi”. Gli esordi televisivi di Santoro nascono con la volontà di creare un programma nuovo, svelando storie senza mediazioni: questo l’obiettivo con cui ha ideato Samarcanda insieme a Giovanni Mantovani. La televisione per lui è il prolungamento del cervello e la scenografia è come una pagina di giornale in cui inserire un testo. La critica che rivolge alla tv di oggi è la mancanza di investimento (la tv italiana ha il più basso costo per spettatore tra le tv europee) e diversificazione: “Facciamo un solo prodotto e lo spalmiamo su tutte le reti: non si possono avere solo reality e fiction con preti e marescialli”.

IO USO IL WEB COME LA TELEVISIONE – Ha costruito il sito di Servizio Pubblico con un linguaggio televisivo, decidendo di sfruttare solo quelle potenzialità del web legate al piccolo schermo: “Internet dà molte possibilità ma da solo è povero e abbandonare la tv generalista sarebbe una follia, quindi tramite il web sto cercando di creare una mia comunità televisiva”.

IO SONO 4 SETTIMANE CHE BATTO LA7 CON SERVIZIO PUBBLICO – Servizio Pubblico, il progetto multipiattaforma ideato da Santoro, sperimenta un linguaggio nuovo con l’obiettivo di unire tanti network e creare “una tv senza censure”. Il programma (trasmesso su web, satellite e 17 emittenti locali), ha gli stessi ingredienti di Annozero (Travaglio, Vauro, luci rosse, occhio di bue…) ma “segue un percorso narrativo totalmente diverso: è una sfida nuova per cui ho bisogno di un po’ di tempo di maturazione”. Sfida della quale pare già molto soddisfatto: “Andare in onda facendo gli ascolti di una tv generalista senza avere una tv generalista non è cosa da poco e intanto è 4 settimane che batto la7”. Il nuovo programma di Santoro costa 250mila euro a puntata (il preventivo), più di Annozero, e lo stipendio di Santoro si è ridotto a 1/3 di quanto prendeva per il talk-show del giovedì su Rai2: “Trovare spot per un programma che non si sa dove va in onda è già una piccola rivolta”. Il rischio di usare in modo improprio il web come tv c’è, come dimostrano le domande lanciate su Facebook e presentate in tv come sondaggi: “Sbagliamo a chiamarli così perché non sono sondaggi, ma voti che dovrebbero diventare virali ed essere condivisi dai fan al di fuori della nostra community”.

IO SONO PARTE DELLO SHOW BUSINESS. SE LA RAI FA UN FISCHIO TORNO – Santoro è fiducioso che la Rai possa ritrovare la sua mission di servizio pubblico e se lo richiamano lui torna perché “sono stato costretto ad andare via”. In fondo sempre lui ha dichiarato che l’informazione è cambiamento e “chi non cambia è scemo”.

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3 commenti

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3 risposte a “Ipse Dixit: a lezione di tv da Santoro

  1. Martina, e il caso della “Piccola Katty”?

  2. Martina Manfredi

    Hai ragione, era una bella storia ma ho scelto di citare la sua evoluzione televisiva dei giorni nostri con Maria De Filippi ! “Bye Bye piccola Ketty” 🙂

  3. Pingback: Una vacca grassa sotto il tappeto: noi twittiamo Santoro, Libero ci scrive su | KLOPODO

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