Super Mario chi?


L’immagine dell’Italia sembra ruotare intorno a lui. Tra i nomi più diffusi in Italia, le sue origini sono ancora poco chiare. L’unica cosa certa è che Mario non è il maschile di Maria. Alcuni lo fanno derivare da mas (maschio), altri da Mars (il dio della guerra). Tra gli studiosi si fa spazio l’origine estrusca: “Colui che sta alla testa degli uomini”.

Non stiamo però parlando dell’idraulico più famoso al mondo, lanciato dalla Nintendo: quel Super Mario Bros che ha fatto appassionare milioni di giocatori. E neppure di Balotelli, che dopo la partita contro la Polonia è diventato il nuovo idolo della nazionale di calcio italiana. Né di Draghi, il neo presidente della Banca centrale europea. Il “Super” è Gaio Mario [Monti], politico e militare romano, morto nell’86 a. C. e considerato un difensore del popolo e della democrazia. Tratte in parte dalla pagina personale di Wikipedia, una di queste tre storie potrebbe rivelarsi vera:

“Fu eletto [premier] tribuno della plebe nel 119 a.C. Un ruolo determinante per la sua carriera fu il sostegno della potente famiglia dei [bancari] Cecilii Metelli verso i quali aveva probabilmente un rapporto di clientela, ma che lo abbandonarono presto per le sue idee. Durante il suo tribunato Mario perseguì una linea vicina alla fazione dei popolari, facendo in modo che venisse approvata una legge che limitava l’influenza delle persone di censo elevato nelle elezioni“.

“Nel 116 a.C. riuscì, di stretta misura, a farsi eleggere pretore e fu immediatamente accusato di brogli elettorali. Terminato il mandato ricevette il governatorato della  Spagna, dove fu necessario intraprendere alcune campagne militari contro le popolazioni celtiberiche, mai del tutto sottomesse. Il governatorato e le guerre gli fruttarono ingenti ricchezze personali, come sempre accadeva ai comandanti romani“.

“Mario aveva un estremo bisogno di raccogliere truppe fresche e, a questo scopo, introdusse una profonda riforma del sistema di reclutamento. Di conseguenza i soldati avevano il massimo interesse ad appoggiare il proprio comandante: sia quando si scontrava con i voleri del Senato, composto dai rappresentanti dell’oligarchia dominante, sia quando andava contro il pubblico interesse, che veniva di fatto impersonato dal Senato stesso. Va notato che Mario, persona fondamentalmente corretta e fedele alle tradizioni, non si avvalse mai di questa potenziale enorme fonte di potere, ma passeranno meno di vent’anni che il suo ex questore Silla [Berlusconi] la utilizzerà per imporsi contro il Senato e contro lo stesso Mario”.

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